Oziocracy! – Settembre 2009 – il tema
Tema del mese: Settembre 2009
![]()
“Sistemato e spensierato. E’ lo slogan che accompagna il sogno minimalista promosso dal nuovo gioco della Sisal: non più diventare miliardari, ma diventare pensionati. Pensionati benestanti, certo: 4000 euro netti al mese per vent’anni. Ma soprattutto: pensionati senza aver mai lavorato. E’ questa l’ambizione: avere senza dare. Guadagnare senza faticare. Alzarsi tardi, tirare tardi, non studiare, non combattere, non investire, non progettare. E’ un sogno da vecchi, da pavidi, da pigri. La domanda è: perché non ci si immagina più sulla classica isola caraibica, a bordo piscina, con un martini e una sirena dai capelli biondi? Perché è più urgente pensarsi garantiti. E’ un sogno che dà la misura dell’ansia che divora precari, genitori di precari, cassintegrati, disoccupati, e ‘esuberi’. Sisal, dacci pace! Nessuno scandalo, nessun giudizio moralistico. Il premio-stipendio si iscrive perfettamente nell’Italia raccontata da Videocracy, documentario sulla cultura dell’apparire [linka per leggere l'articolo integrale…]”.
Tratto da L’Unità giovedì 24 settembre 2009 anno 86 n. 261, rubrica Voci d’autore pag. 48. Articolo di Lidia Ravera.


settembre 28th, 2009 at 10:18
[...] 28 Settembre 2009 pontitibetani e il blog pedagogico Posted by pontitibetani under Bisogna pur lavorare | Tag: blog, cose molto strane, educare per professione, il www, lavoro -, senso della vita | Leave a Comment http://www.studiodedalo.net/SalottoPedagogico/?p=261 [...]
settembre 30th, 2009 at 21:39
Che sia un’epoca d’incertezze mi sembra relativo. Si preferisce tornare a quando ogni generazione era in guerra? A me sembra invece che si alza sempre più il tiro. Ogni scemenza diventa indispensabile, anche per la propria autostima! Siamo stati abituati ad uno standard di vita e di sicurezze come il veder andare in pensione i nonni e i genitori e ora uno si chiede come farà a 65 anni senza casa, pensione (ed eredità). Insomma l’ansia e la paura arriva quando uno non ha più quello che è abituato ad avere. Se non lo avesse avuto sin dall’inizio allora uno sviluppa fin da subito strategie di adattamento Ieri, ad esempio, parlando ad una collega del problema mio e di mia moglie di fare un figlio per la nostra precarietà, lei mi ha risposto dicendo “Bisogna imparare a convivere con l’incertezza!”. L’amaca e il martini lasciamoli per quando uno è impegnato a conquistare il futuro, ora si è troppo impegnati a rivedere strategie di sopravvivenza che anni fa pensavamo bastare. O meglio il Martini e l’amaca sono dati dalla speranza, il premio vitalizio dalla paura.
Massimo Scali
ottobre 1st, 2009 at 19:25
Quando ho visto la pubblicità d’impulso ho pensato, io che non ho mai giocato al lotto: se lo vincessi potrei ricominciare a fare la consulente pedagogica… il nostro è diventato un lavoro da mantenuti!!!
ottobre 13th, 2009 at 08:23
Perchè stupirsi? Dopo giorni che penso al titolo del tema di questo mese, ho capito che ogni sussulto di fastidio era decisamente inadatto.
Ma come, ci siamo dimenticati che l’Italia è anche l’Italietta del posto fisso, dellla mentalità del lavoro sicuro e statale?
Visto come soluzione per la vita sempre a prescindere sempre dalla qualità erogata e/o vissuta nel fare quel lavoro, è sempre bastata la sicurezza dello statale, di un posto fisso e talvolta di un orario favorevole. No rischio, no party!
E’ la storia dei baby pensionati: 19 anni, 6 mesi e un giorno, per i quali in molti si sono scandalizzati e nessuno ha fatto mai nulla, che so rimandarli a lavorare, come tutti.
E’ l’Italia dei piccoli privilegi.
E’ l’Italia della scuola, che in questo momento viene difesa da tutti e in parte anche una con certa legittimità (dalla riforma gelmini), e degli insegnanti che si lamentano della fatica, nonostante i pomeriggi a casa e i tre mesi, circa di vacanza; certo ci sono i consigli i classe e i compiti da correggere, ma spiegatelo a che fa al massimo 15 gg di vacanze all’anno e più delle 38 ore di lavoro settimanali (e sono in molti).
Insomma un luogo/un paese dove il tema della fatica si è scantonato di parecchio e a vari livelli. Qualcuno si ricorda i numerosi scandali dei falsi invalidi. E i politici che lavorano sino al giovedì sera….
Non è il paese del lavorare meno, lavorare tutti, e nemmeno il paese dove prevale una etica calvinista, è il paese che in sè contiene la voglia di scansar la fatica e di guadagnare ugualmente.
Forse è da questo che occorre partire, dall’analisi di un paese che tende a rigettar la fatica furbescamente, che sceglie l’uovo oggi ad una gallina per la vita; non è il gratta e vinci che mi lascia perplessa, il win for life c’era già da prima.
Per ora mi pare che sia solo questa onestà, questo sguardo lucido, che potremmo offrire alle nuove generazioni. Avendo voglia di fare un pò di fatica…
monica
ottobre 16th, 2009 at 13:18
Governare i “confini”: imbecillità o astuzia?
Oggi da Sofia il nostro Premier emette un nuovo editto Bulgaro. Oltre alla oramai scellerata (almeno secondo il mio parere)pretesa di andare avanti per conto suo evitando il Parlamento affrontando la riforma della Giustizia e la modifica della Costituzione… il Premier riflette sulla libertà d’opinione e invita a non pagare il canone RAI. In questo modo prende tre piccioni con una fava: permette una nuova evasione fiscale che i più apprezzeranno, interpreterà e userà l’eventuale rusultato della manovra come un nuovo consenso per la sua figura e indebolisce il servizio pubblico… che strategia!!! Con un triplo salto mortale mette in scacco tutti! Cos’è la sua disarmante imbecillità o insuperabile astuzia? Inoltre il Cavalliere fa tutto questo non facendolo. Fingendo che sarà una scelta autonoma dei cittadini, in quanto il suo non è stato un invito diretto ma solo un pronostico… per me è geniale!!! Nadia