<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: L&#8217;Orco e Pollicino</title>
	<atom:link href="http://www.studiodedalo.net/SalottoPedagogico/?feed=rss2&#038;p=329" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.studiodedalo.net/SalottoPedagogico/?p=329</link>
	<description>Un altro blog dello Studio Dedalo</description>
	<lastBuildDate>Sat, 22 May 2010 14:46:49 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>Di: anonimo</title>
		<link>http://www.studiodedalo.net/SalottoPedagogico/?p=329&#038;cpage=1#comment-334</link>
		<dc:creator>anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 10:35:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiodedalo.net/SalottoPedagogico/?p=329#comment-334</guid>
		<description>link (le voci dei genitori)
http://comunicazionecondiviso.blogspot.com/2009/04/pubblichiamo-un-accorato.html

http://comunicazionecondiviso.blogspot.com/2009/11/i-diritti-dei-minori.html

link (le voci di chi opera)

http://www.conferenzainfanzia.it/site/wp-content/uploads/abstract-gruppo-31.pdf
http://www.minori.it/?q=node/1385
http://www.minori.it/?q=node/1381
http://minoriefamiglia.it/download/Milano2009_Programma.pdf</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>link (le voci dei genitori)<br />
<a href="http://comunicazionecondiviso.blogspot.com/2009/04/pubblichiamo-un-accorato.html" rel="nofollow">http://comunicazionecondiviso.blogspot.com/2009/04/pubblichiamo-un-accorato.html</a></p>
<p><a href="http://comunicazionecondiviso.blogspot.com/2009/11/i-diritti-dei-minori.html" rel="nofollow">http://comunicazionecondiviso.blogspot.com/2009/11/i-diritti-dei-minori.html</a></p>
<p>link (le voci di chi opera)</p>
<p><a href="http://www.conferenzainfanzia.it/site/wp-content/uploads/abstract-gruppo-31.pdf" rel="nofollow">http://www.conferenzainfanzia.it/site/wp-content/uploads/abstract-gruppo-31.pdf</a><br />
<a href="http://www.minori.it/?q=node/1385" rel="nofollow">http://www.minori.it/?q=node/1385</a><br />
<a href="http://www.minori.it/?q=node/1381" rel="nofollow">http://www.minori.it/?q=node/1381</a><br />
<a href="http://minoriefamiglia.it/download/Milano2009_Programma.pdf" rel="nofollow">http://minoriefamiglia.it/download/Milano2009_Programma.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Manuela Fedeli</title>
		<link>http://www.studiodedalo.net/SalottoPedagogico/?p=329&#038;cpage=1#comment-332</link>
		<dc:creator>Manuela Fedeli</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 21:40:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiodedalo.net/SalottoPedagogico/?p=329#comment-332</guid>
		<description>io prima di tutto vorrei capire cosa si può imparare stando nella tana dell&#039;orco. a difendersi? certo. almeno finchè si può, finchè si resiste. si impara quindi a resistere alla paura, alla violenza, alla deprivazione. perlomeno spero che si impari questo, altrimenti auguro la pazzia e il delirio a chiunque si ritrovi in quelle tane. si impara a soffrire anche però ed è questa la forma di resistenza migliore. come la pelle che, esposta al sole, si abbronza, si scurisce, non per fini estetici, ma per proteggersi dall&#039;eccesso di stimolazione luminosa. e ripeto, non auguro a nessuno di trovarsi in situazioni in cui dover imparare a soffrire, ma se così dovesse essere per forza, io credo che avere per il mondo persone che sanno cosa vuol dire soffrire e che sanno soffrire, non necessariamente diffonda altra sofferenza. può diffondere anche la gioia che si prova quando si sa di no soffrire più, ricca della saggezza che matura nel dolore. le comunità a volte sono posti tristi, rovinati, decadenti in cui si sommano fatiche e dolore di vite individuali. è vero. è vero quindi che si può soffrire in questi luoghi. ma cosa fa più male? una società che con tutti i limiti reali vuole prendersi carico della sofferenza delle persone e insegnare, a partire dal vivere in posti umili, a soffire senza rovinarsi la vita; oppure una società che accoglie in posti lussuosi solo chi se lo può permettere economicamente, insegnando loro a vivere in un  mondo artificiale e che poi, fuori da lì, alla prima fatica rischia di soccombere? perchè il governo italiano attuale non solo non vuole investire su luoghi che insegnano a vivere in condizioni realistiche, ma addirittura infanga questo importante gesto pedagogico e sociale?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io prima di tutto vorrei capire cosa si può imparare stando nella tana dell&#8217;orco. a difendersi? certo. almeno finchè si può, finchè si resiste. si impara quindi a resistere alla paura, alla violenza, alla deprivazione. perlomeno spero che si impari questo, altrimenti auguro la pazzia e il delirio a chiunque si ritrovi in quelle tane. si impara a soffrire anche però ed è questa la forma di resistenza migliore. come la pelle che, esposta al sole, si abbronza, si scurisce, non per fini estetici, ma per proteggersi dall&#8217;eccesso di stimolazione luminosa. e ripeto, non auguro a nessuno di trovarsi in situazioni in cui dover imparare a soffrire, ma se così dovesse essere per forza, io credo che avere per il mondo persone che sanno cosa vuol dire soffrire e che sanno soffrire, non necessariamente diffonda altra sofferenza. può diffondere anche la gioia che si prova quando si sa di no soffrire più, ricca della saggezza che matura nel dolore. le comunità a volte sono posti tristi, rovinati, decadenti in cui si sommano fatiche e dolore di vite individuali. è vero. è vero quindi che si può soffrire in questi luoghi. ma cosa fa più male? una società che con tutti i limiti reali vuole prendersi carico della sofferenza delle persone e insegnare, a partire dal vivere in posti umili, a soffire senza rovinarsi la vita; oppure una società che accoglie in posti lussuosi solo chi se lo può permettere economicamente, insegnando loro a vivere in un  mondo artificiale e che poi, fuori da lì, alla prima fatica rischia di soccombere? perchè il governo italiano attuale non solo non vuole investire su luoghi che insegnano a vivere in condizioni realistiche, ma addirittura infanga questo importante gesto pedagogico e sociale?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
