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	<title>Commenti a: Tane degli orchi</title>
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	<description>Un altro blog dello Studio Dedalo</description>
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		<title>Di: scandalistico</title>
		<link>http://www.studiodedalo.net/SalottoPedagogico/?p=323&#038;cpage=1#comment-449</link>
		<dc:creator>scandalistico</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 07:57:49 +0000</pubDate>
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		<description>[...] solito raccontare delle scappatelle presidenziali. ... Mail (will not be published) (required) ...Tane degli orchi &#124; Salotto Pedagogico Il salotto dello ...Un altro blog dello Studio Dedalo. Tane degli orchi. Nel mese del 20 anniversario della ... di ogni [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] solito raccontare delle scappatelle presidenziali. &#8230; Mail (will not be published) (required) &#8230;Tane degli orchi | Salotto Pedagogico Il salotto dello &#8230;Un altro blog dello Studio Dedalo. Tane degli orchi. Nel mese del 20 anniversario della &#8230; di ogni [...]</p>
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		<title>Di: Monica Massola</title>
		<link>http://www.studiodedalo.net/SalottoPedagogico/?p=323&#038;cpage=1#comment-335</link>
		<dc:creator>Monica Massola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 17:19:44 +0000</pubDate>
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		<description>qui nel web sono tantissimi gli insegnati che scrivono, si indignano, parlano della riforma, dei loro allievi, dalla fatica maligna di continuare ad insegnare (nonostante milioni di malgrado), a combattere strali di ingoranza che piovono da ovunque, di imparare la fatica del web, dell&#039;imparare ad imparare dalla costruzione di contenuti web, a chiedersi cosa ne è di questo digiltal divide per i oro allievi e vi di seguito.
ce ne sono tanti, ne ho trovati tanti. 

per altre vie anche i giudici di tutela minori si chiedono cosa ne sia della loro competenza, dove e come vada riconfigurata e dove o quando/quanto.

mi spiace ... ma di tutto ciò gli educatori non parlano, nemmeno se sollecitati, evidentemente tutta l&#039;energia si impegna nella compilazione pei, non ne scrivono sul web o nei loro blog (pochi ne ho trovati).

perchè parlare di educazione è così difficile, anche quando parlarne sarebbe un modo di reimmettere in circolo fatiche, ragionamenti, sapere e dignità di se e del proprio lavoro???

o meglio perchè il sapere non travalica mai la stanza delle supervisioni?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>qui nel web sono tantissimi gli insegnati che scrivono, si indignano, parlano della riforma, dei loro allievi, dalla fatica maligna di continuare ad insegnare (nonostante milioni di malgrado), a combattere strali di ingoranza che piovono da ovunque, di imparare la fatica del web, dell&#8217;imparare ad imparare dalla costruzione di contenuti web, a chiedersi cosa ne è di questo digiltal divide per i oro allievi e vi di seguito.<br />
ce ne sono tanti, ne ho trovati tanti. </p>
<p>per altre vie anche i giudici di tutela minori si chiedono cosa ne sia della loro competenza, dove e come vada riconfigurata e dove o quando/quanto.</p>
<p>mi spiace &#8230; ma di tutto ciò gli educatori non parlano, nemmeno se sollecitati, evidentemente tutta l&#8217;energia si impegna nella compilazione pei, non ne scrivono sul web o nei loro blog (pochi ne ho trovati).</p>
<p>perchè parlare di educazione è così difficile, anche quando parlarne sarebbe un modo di reimmettere in circolo fatiche, ragionamenti, sapere e dignità di se e del proprio lavoro???</p>
<p>o meglio perchè il sapere non travalica mai la stanza delle supervisioni?</p>
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		<title>Di: Manuela Fedeli</title>
		<link>http://www.studiodedalo.net/SalottoPedagogico/?p=323&#038;cpage=1#comment-331</link>
		<dc:creator>Manuela Fedeli</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 21:13:00 +0000</pubDate>
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		<description>mah...continua a ferirmi moltissimo vedere che la nostra professione viene nominata e pubblicizzata solo in casi di abuso, di violenza inflitta agli utenti. solo in questi casi si nominano &quot;gli educatori&quot; o &quot;le educatrici&quot;. per il resto siamo confusi sulla bocca di tutti tra chi ci chiama con nomi di professioni sociali affini alla nostra, o come volontari. insomma, si sa. e si sa che i primi colpevoli siamo noi quando non vogliamo far cultura sull&#039;educazione, quando non vogliamo lasciare scritti che documentano l&#039;agire e il pensiero pedagogico. e intanto, tutti gli altri, compresi quelli che vogliono fare solo scoop scandalistici, scrivono e lasciano tracce indelebili su cose che ci riguardano e che, quando ci ri- guardano, non riconosciamo mai abbastanza perchè non parlano mai abbastanza di noi, di quello che facciamo. rischiamo di figurare, a noi stessi e al mondo, come i nuovi analfabeti che non sanno difendere i propri diritti e mostrare il proprio valore. e invece è sempre più doveroso farlo, anche per distanziarsi da coloro che, come le serpi in seno, sfregiano la nostra professione, gettando nel fango l&#039;adultità con i valori di sempre a essa accompagnati. e non è che l&#039;educazione sparisca. per fortuna, ma in questi casi purtroppo, l&#039;educazione persiste insegnando modelli di rapporti interpersonali egoistici, violenti, deprivanti, perversi. non sto immaginando l&#039;apocalisse. sono troppo ottimista come dotazione di base per prefigurarmi scenari di questo tipo. mi rimane però la sofferenza che provo ogni volta che penso a quelle persone distrutte dall&#039;odio proprio e altrui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mah&#8230;continua a ferirmi moltissimo vedere che la nostra professione viene nominata e pubblicizzata solo in casi di abuso, di violenza inflitta agli utenti. solo in questi casi si nominano &#8220;gli educatori&#8221; o &#8220;le educatrici&#8221;. per il resto siamo confusi sulla bocca di tutti tra chi ci chiama con nomi di professioni sociali affini alla nostra, o come volontari. insomma, si sa. e si sa che i primi colpevoli siamo noi quando non vogliamo far cultura sull&#8217;educazione, quando non vogliamo lasciare scritti che documentano l&#8217;agire e il pensiero pedagogico. e intanto, tutti gli altri, compresi quelli che vogliono fare solo scoop scandalistici, scrivono e lasciano tracce indelebili su cose che ci riguardano e che, quando ci ri- guardano, non riconosciamo mai abbastanza perchè non parlano mai abbastanza di noi, di quello che facciamo. rischiamo di figurare, a noi stessi e al mondo, come i nuovi analfabeti che non sanno difendere i propri diritti e mostrare il proprio valore. e invece è sempre più doveroso farlo, anche per distanziarsi da coloro che, come le serpi in seno, sfregiano la nostra professione, gettando nel fango l&#8217;adultità con i valori di sempre a essa accompagnati. e non è che l&#8217;educazione sparisca. per fortuna, ma in questi casi purtroppo, l&#8217;educazione persiste insegnando modelli di rapporti interpersonali egoistici, violenti, deprivanti, perversi. non sto immaginando l&#8217;apocalisse. sono troppo ottimista come dotazione di base per prefigurarmi scenari di questo tipo. mi rimane però la sofferenza che provo ogni volta che penso a quelle persone distrutte dall&#8217;odio proprio e altrui.</p>
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		<title>Di: Monica Massola</title>
		<link>http://www.studiodedalo.net/SalottoPedagogico/?p=323&#038;cpage=1#comment-329</link>
		<dc:creator>Monica Massola</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 14:35:07 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; di questi giorni la cronaca dell&#039;asilo Cip &amp; Ciop. 
Una tana dell&#039;Orco per molti bambini.
Sembra esserci una sinergia invisibile che evidenzia le incrinature educative tra chi educa di professione e che educa per natura, sembra indicare un dialogo che va interrompendosi, o che non viene più colto o legittimato.

E&#039; un problema dei media ormai solo capaci di parlare, di ogni cosa, se non in modo scandalistico, avendo perso la capacità di leggere tra le righe? 
O siamo davanti alla crisi di un modello di &quot;welfare&quot;educativo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; di questi giorni la cronaca dell&#8217;asilo Cip &#038; Ciop.<br />
Una tana dell&#8217;Orco per molti bambini.<br />
Sembra esserci una sinergia invisibile che evidenzia le incrinature educative tra chi educa di professione e che educa per natura, sembra indicare un dialogo che va interrompendosi, o che non viene più colto o legittimato.</p>
<p>E&#8217; un problema dei media ormai solo capaci di parlare, di ogni cosa, se non in modo scandalistico, avendo perso la capacità di leggere tra le righe?<br />
O siamo davanti alla crisi di un modello di &#8220;welfare&#8221;educativo?</p>
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		<title>Di: admin</title>
		<link>http://www.studiodedalo.net/SalottoPedagogico/?p=323&#038;cpage=1#comment-324</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 13:36:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studiodedalo.net/SalottoPedagogico/?p=323#comment-324</guid>
		<description>Per approfondimenti sull&#039;argomento:

http://www.studiodedalo.net/ConferenzeDelSolstizio/?p=149

http://www.minoriefamiglia.it/download/comunicato_anm_aimmf_panorama.PDF</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per approfondimenti sull&#8217;argomento:</p>
<p><a href="http://www.studiodedalo.net/ConferenzeDelSolstizio/?p=149" rel="nofollow">http://www.studiodedalo.net/ConferenzeDelSolstizio/?p=149</a></p>
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