Cronache Pedagogiche

di Igor Salomone – Un altro blog dello Studio Dedalo

Troppo

Posted on | giugno 9, 2010 | No Comments

Uscita di scuola. Un padre, tre bambini piccoli, uno disabile. Stridio di freni, voci che vociano, insulti che insultano, scuse urlate. Per un pelo. Per un pelo il più piccolo dei tre figli non finisce sotto un’auto sbucando d’improvviso in mezzo alla strada. Un ceffone, il bambino piangente scaraventato sull’auto dove il più grande era già salito, il padre che rincorre il figlio disabile che nel frattempo si era allontanato andandosene per i fatti suoi. Preso di peso e al volo, caricato di peso sull’auto, fine della tragedia sfiorata.

Facile, troppo facile giudicare. Urla, schiaffi, isterismo. Ma cosa si è visto passare per un attimo davanti agli occhi quel padre? Pensi, avrei fatto lo stesso. Anche peggio. E non avevo visto tutto dall’inizio. Metti che il figlio più piccolo era uscito dal mio campo visivo, perchè quello disabile si stava allontanando e io cercavo di recuperarlo? E mentre ero occupato a riacchiapparne uno, l’alto mi finisce sotto un’auto? Troppo. Troppo.

C’è un limite a ciò che è giusto chiedersi. Perchè, per fare un esempio, quel padre era in giro da solo con tre figli di cui uno disabile? cosa dobbiamo dimostrare a noi stessi e al mondo? Un consiglio a me stesso: ricordarsi che i bambini non sono fatti per essere accuditi da un solo paio di braccia, e se si ha a disposizione solo quel paio, ricordarsi di ridurre il più possibile le necessità di accudimento. Una strada trafficata, un viaggio in auto, da solo con tre bambini di cui uno disabile ma in grado di muoversi autonomamente, è una situazione ad alto tasso di rischio e ad alta necessità di cura. Meglio dire non sono in grado, inutile fare i duri che se la cavano sempre e comunque. E valga per chiunque voglia ascoltare.

Comments

Leave a Reply