Patente di voto
Quando compi 18 anni, ti piombano improvvisamente addosso due diritti. L’uno, poter guidare l’auto, atteso moltissimo. L’altro, il diritto di voto, non saprei dire perchè quando è toccato a me non c’era ancora ma è arrivato per legge subito dopo. Oggi mi chiedevo, visto che arrivano entrambi a braccetto: perchè per guidare un’auto occorre conoscere e dimostrare di conoscere il Codice della strada, mentre per poter votare non è richiesta la conoscenza della Costituzione?
Forse a metà del secolo scorso una domanda del genere non aveva senso: pochi guidavano l’auto mentre occorreva dare a tutti la possibilità di partecipare alla neonata democrazia. Oggi tutti guidano l’auto e tutti hanno il diritto di voto. Forse che guidare è più pericoloso per il prossimo di quanto non sia dare il proprio voto senza conoscere almeno le linee basilari della Carta sulla quale quel diritto poggia? E’ passato tanto tempo, ci farei un pensierino.
Comments
7 Comments on Patente di voto
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massimo scali on
mer, 23rd dic 2009 00:28
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monica simionato on
lun, 4th gen 2010 12:12
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Francesca m. on
ven, 22nd gen 2010 21:59
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Patente di voto | Salotto Pedagogico – Il salotto dello Studio Dedalo on
gio, 28th gen 2010 17:25
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Emanuele on
dom, 31st gen 2010 12:56
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Emanuele on
dom, 31st gen 2010 12:59
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massimo scali on
gio, 11th feb 2010 21:18
Be’, si potrebbe estendere la patente a punti anche per il diritto di voto: evadi le tasse? -5 punti. Sei condannato per corruzione? -10 punti. Sei assenteista in una carica pubblica -5 punti. Si parte da venti e chi arriva a 0 non vota. Per riottenere il diritto di voto occorre ricaricare la patente dimostrando di non compiere più i reati per i quali è arrivato a 0.
Con i miei tempi lunghi per tutto quanto è “tecno”….leggo solo ora….e pensavo che, fondamentalmente, concordo.
Riflettevo anche sulla responsabilità di chi “riceve” il voto, di chi cioè ci rappresenta…non voglio fare retorica ma mi domando quanti conoscono l’A B C del funzionamento dello stato tra chi è in Parlamento?
Io qualche dubbio me lo pongo e, comunque, in maniera preventiva, un bella “scuola di governo” della rappresentatività io la proporrei…non si sa mai….che serva!
Una volta c’era l’educazione civica…un libretto piccino lasciato in fondo alla cartella, che tanto i compiti di ” cìvica” non li danno mai…magari ci avessero dato tanti compiti di civica.
Io alla scuole superiori ho studiato diritto,( ovviamente anche quello costituzionale) in modo abbastanza intenso, facevo un ITC, uno studio impegnativo per l ‘età ma che mi è risultato culturalmente utile.
Un punto a favore dell’ITC…
[...] il Codice della strada, mentre per poter votare non è richiesta la conoscenza della Costituzione? >> segue L’articolo è già stata pubblicato in Conferenze del Solstizio in data [...]
Mio cognato e appena diventato architetto.. Lui come altri professionisti, dopo anni di studi e prearazione universitaria, ha dovuto sostenere l’esame di stato!!
“Senza, non posso firmare i progetti..!” .
La cosa mi ha fatto pensare.. Mio cognato, dopo anni di studi, non può firmare un progetto privato e i politici possono firmare e promulgare delle leggi di interesse nazionale? Avranno sicuramente fatto degli studi appropriati, altrimenti non si spiegherebbe il paradosso, anche in termini letterali : “Esame di Stato”.
Invece scopri che per arrivare a Roma, nei “palazzi del potere”, basta aver fatto la tua bella tessera di partito, aver fatto un po’ di gavetta nell’attesa di avere la possibilità giusta. Niente? Nessuno studio? Nessun “Esame di Stato”? Pare proprio di no.. La Repubblica delle Banane!!
Massimo, concordo sulla provocazione della patente a punti, solo che io, anche per quella di guida, prima di farmi togliere i punti, ho dovuto sostenere un esame per averla…
Emanuele.
Scusate l’errore della prima e senza accento.. Riprova che studiare serve!!
quella della patente non è una provocazione: voti se superi il test di educazione civica. IL SUFFRAGIO UNIVERSALE E’ UNA CAGATA. il paese è fatto da un 20% di persone civicamente molto ignoranti (definiti un tempo il ventre molle dello stato), ma sono proprio loro a determinare l’esito delle elezioni (i famosi incerti). Poichè ignoranti sono facilmente manipolabili (la cultura non serve forse per aumentare la competenza critica?) e quindi istigatori di derive populiste. con più educazione il 20% sarebbe destinato a diminuire, com meno educazione ad aumentare. Ma guarda un po’ tagliano la scuola…
massimo scali
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