Home

Benvenuti

Il nuovo sito dello Studio Dedalo, lungamente atteso, è ora finalmente in fase di costruzione. Intanto, per non lasciare soli i naviganti, mettiamo on line questa pagina di accoglienza. Daremo notizie sullo stato di avanzamento dei lavori e nel frattempo ne approfitteremo per tornare a fornire le news delle nostre attività.

Buona attesa!

IX tesi sulla Consulenza pedagogica. 20 marzo, ore 20.30

Diretta in videostreaming qui

 

 

La Consulenza pedagogica è responsabile della propria definizione

 

La Consulenza pedagogica, in quanto attività professionale, si articola in un sistema di pratiche sviluppatesi nell'incontro con i propri destinatari. Dunque definisce la propria identità attraverso la declinazione delle sue prospettive di offerta con i bisogni, le aspettative, le motivazioni, le risorse e le domande che in quegli incontri intercetta.

 

 

In ogni incontro ogni soggetto porta la responsabilità di indicarsi come attore di quell'incontro . Dire "chi sono" non significa dire all'altro chi è, nè perchè ci incontriamo, dunque non implica l'accettazione a priori del compito comune o l'imposizione dei propri scopi. Per questo si tratta di "responsabilità", perchè dire "chi sono" significa risponderne ai propri interlocutori. E questo vale anche per una figura professionale. Il dettato giuridico che regolamenta pubblicamente le identità professionali è un punto di arrivo che prende atto di un processo di autodescrizione per codificarne i punti qualificanti e impegnativi per tutti in futuro. Chiedere forme di regolamentazione al Legislatore senza indicare su cosa debba esercitarsi la regolamentazione, significa al contrario abdicare alle proprie responsabilità, dichiarando di conseguenza la propria incompetenza professionale. Allo stesso modo, il principio di responsabilità professionale, vieta alla Consulenza pedagogica di ricorrere alla Pedagogia teorica e scientifica per definire il proprio assetto e il proprio statuto. Sarebbe come se un ingegnere ricorresse alla fisica molecolare o all'analisi matematica per definire i propri.

 

Sostenere che la Consulenza pedagogica ha la responsabilità della propria definizione, non significa che ogni singolo consulente pedagogico debba o possa aderirvi allo stesso modo. Dopotutto il fatto che la riproduzione sia una responsabilità primaria della nostra specie e anche delle singole popolazioni che la compongono, non vuol dire che si possa sostenere l'obbligo per ogni essere umano di provvedervi. Però occorre che qualcuno lo faccia e che quei "qualcuno" costituiscono una massa critica sufficiente. Per le professioni vale lo stesso principio. Dunque occorre distinguere almeno due posizioni rispetto alla necessità di autodescrivere le proprie pratiche pedagogiche: quella di chi si impegna quotidianamente nell'attività professionale, provvedendo alla propria particolare autodescrizione nell'incontro con i propri interlocutori e quella di chi si fa carico di "far parlare" le esperienze di Consulenza pedagogica per costruire un discorso collettivo orientato a indicare assetto e statuto della Consulenza pedagogica al mondo delle professioni sociali ed educative nel suo complesso.